emergenza coronavirus

Coronavirus, i supermercati non chiuderanno. Le code sono ingiustificate e pericolose

Pensare che i supermercati possano rimanere chiusi, o senza scorte, è una ipotesi non credibile. Riversarsi in massa al supermercato, in queste ore, è dunque una scelta irrazionale

di Biagio Simonetta


Coronavirus, supermercati presi d'assalto nella notte

3' di lettura

Le immagini delle code notturne davanti ai supermercati stanno rimbalzando sui social. E raccontano quella che in fondo è una reazione abbastanza scontata, davanti all’incubo crescente di un’epidemia. Ciononostante, come ribadito a più riprese dalle autorità, questa storia non c’entra nulle con le carestie. E pensare che i supermercati possano rimanere chiusi, o senza scorte, è una ipotesi non credibile. Riversarsi in massa al supermercato, in queste ore, è dunque una scelta irrazionale. Logica conseguenza della paura, ma comunque sbagliata e addirittura pericolosa. Molte persone ammassate davanti a un reparto frutta, fanno crescere il rischio di contagio.

Perché non ha senso
I supermercati non chiuderanno. Non sono rimasti chiusi in Cina, neanche nei momenti più difficili delle scorse settimane. Resteranno aperti anche in Italia. Proprio in Cina, mentre tutte le altre attività del Paese asiatico erano bloccate, i negozi di prima necessità (quindi supermercati e farmacie) sono sempre rimasti aperti. È stato introdotto un vincolo di ingresso (un soggetto per famiglia) che è più che altro una misura di buon senso. E le farmacie hanno adottato misure di “contactless”, come funziona oggi per le nostre farmacie notturne, per capirci. Ma queste tipologie di esercizi sono rimasti sempre accessibili. E non c’è ragione per pensare che possano chiudere in Italia.

Non è una carestia
Il coronavirus, a giudicare dai numeri, è ormai una pandemia. Ma non ha nulla a che vedere con una carestia, e cioè con una mancanza (o grave insufficienza) di derrate alimentari. Le merci continuano a viaggiare regolarmente, sia a livello nazionale che internazionale. L’approvvigionamento dei supermercati e delle farmacie non è in discussione. Gli scenari da scaffali vuoti si possono realizzare solo per un’ingiustificata corsa ai negozi, che potrebbe mandare in crisi le scorte di quel giorno. Ma tutto tornerebbe normale in poche ore (è già successo in alcuni supermercati lombardi un paio di settimane fa, quando esplosero i primi casi di coronavirus nella regione, e nel giro di 24 ore era tutto di nuovo normale).

Fare la spesa sarà sempre possibile
Proprio fare la spesa – anche nell’ipotesi di una quarantena più restrittiva – rimane una delle operazioni sempre possibili. Un diritto. Come già prevede il decreto del governo, recarsi al supermercato è un’operazione consentita. Il discorso cambia per chi è infetto da COVID-19, ma in questo caso le forme di isolamento sono logiche e necessarie. In Cina, dove abbiamo assistito a un’operazione di contenimento del contagio molto rigida, i cittadini hanno sempre avuto il diritto di recarsi al supermercato, con la regola dei tre giorni: ogni tre giorni, uno per famiglia. Ed è veramente difficile ipotizzare una misura più severa di questa.

I consigli da seguire
I supermercati, insomma, rimarranno sempre aperti. Ma alcuni consigli posso essere utili: ottimizzare i tempi, quindi provare a essere più rapidi fra gli scaffali; evitare le ore di maggior affollamento; andare da soli (uno per famiglia è più che sufficiente, e si abbassa il rischio di contagio); fare la spesa per le persone più anziane, quelle che sono nella fascia d’età più a rischio. Piccole precauzioni, insomma. Nulla a che vedere con le bufale su una possibile crisi alimentare.

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